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Intervista Dott.ssa Maria Maddalena Alvau (parte 2) – Bambini e traumi

Intervista Dott.ssa Maria Maddalena Alvau (parte 2) – Bambini e traumi

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La seconda parte dell’intervista con la Dott.ssa Maria Maddalena Alvau (leggi qui la prima parte pubblicata lunedì scorso) è dedicata ai bambini. Sono loro i più vulnerabili, bisogna ricordarlo, e spesso sono loro a trovarsi in balìa di una società poco attenta alla loro salute emotiva. Essere genitori è davvero il mestiere più difficile del mondo, e avere a disposizione un punto di vista professionale specializzato, quando si è in presenza di problematiche legate a eventi traumatici, è fondamentale.

BResponsible: Dott.ssa Alvau cosa possiamo fare per aiutare i nostri bambini a superare i piccoli e grandi traumi dovuti a eventi imprevedibili o difficilmente prevenibili?

Dott.ssa Alvau: Secondo il DSM-5 sono definiti eventi traumatici quelle esperienze dolorose e stressanti a tal punto da minacciare la vita o l’integrità fisica, propria e altrui. Può accadere che il soggetto sia protagonista dell’evento (esperienza diretta), o che possa assistere ad un evento che coinvolga altri oppure venire a conoscenza di un episodio accaduto a un membro della famiglia. Alcuni eventi sono oggettivamente stressanti: la morte di un familiare, vivere l’esperienza di un terremoto, di una guerra, subire una violenza, ma esistono anche fattori soggettivi che influenzano la reazione a una determinata situazione, ci sono eventi non stressanti per alcuni ed estremamente traumatici per altri.
Davanti a un evento doloroso è normale reagire con sofferenza, paura e impotenza. I bambini esprimono le loro emozioni attraverso l’agitazione, l’irrequietezza, la paura del buio, problemi del sonno, incubi. Potrebbe presentarsi anche la tendenza alla regressione, che si manifesta con comportamenti che il bambino aveva precedentemente superato come succhiarsi il pollice o il mancato controllo degli sfinteri. Potrebbe verificarsi un calo nel rendimento scolastico, dei ricordi dell’evento potrebbero esplicitarsi in maniera intrusiva o attraverso il gioco. La reazione dei bambini o degli adolescenti dipende da vari fattori: l’età, lo sviluppo emotivo, cognitivo e sociale, il contesto nel quale vivono e le modalità con cui viene data la notizia. Gli adulti sono dei modelli di apprendimento per i bimbi, potrebbe accadere che se si nega l’argomento loro non ne parlino, se gli adulti sono ansiosi, agitati o spaventati, anche i bambini e i ragazzi lo saranno. I bambini, provano dolore proprio come gli adulti e sono facilmente impressionabili in quanto non hanno le loro stesse esperienze di vita e la stessa maturità psico-fisica. Tendono ad attribuire a se stessi le cause degli eventi che accadono per cui è molto importante che vengano tranquillizzati.
Per offrire il giusto sostegno è estremamente importante stare loro vicino, far sentire l’affetto. È opportuno spiegare cosa è successo, parlando con tono di voce calmo e rassicurante, il linguaggio deve essere semplice, chiaro. Verificate che abbiano compreso il messaggio che gli avete trasmesso. Se ad una domanda non sapete dare una risposta, anche questo va reso evidente, essere sinceri è importante. Non negate le vostre emozioni, se siete tristi comunicatelo in modo composto; lo stato emotivo trapelerebbe comunque.
È auspicabile riuscire a mantenere le consuetudini familiari: gli orari dei pasti, i rituali a cui sono abituati, questo permetterà a poco a poco di ritornare alla normalità. E funzionale praticare attività piacevoli e rilassanti.
Non possiamo impedire ai bambini di soffrire, ma possiamo aiutarli a trovare le risorse per affrontare e gestire questa sofferenza. Prestiamo attenzione a ciò che ci vogliono comunicare dando loro la giusta considerazione, aiutiamoli a esprimere i loro sentimenti, a dare un nome a quello che stanno vivendo. I bimbi comunicano il proprio mondo interiore con chi si dimostra disponibile all’ascolto. Per monitorare la loro salute emotiva, è opportuno confrontarsi con le insegnanti e le altre figure di riferimento nei vari contesti di vita. Questi consigli possono essere utili strumenti per affrontare tale periodo e per stimolare in loro la resilienza, cioè la capacità di far fronte agli eventi traumatici e alle pressioni ambientali, non solo resistendo, ma riorganizzando positivamente la propria vita.

BResponsible: Quando è il caso di rivolgersi a un professionista?

Dott.ssa Alvau: Può essere utile rivolgersi a un professionista esperto per ottenere maggiori informazioni, se si hanno dei dubbi, se si ha bisogno di un confronto o di un supporto, se lo stato di sofferenza del bambino ha durata superiore a un mese. Gli specialisti della salute psicologica dei bambini sono: il pediatra e gli psicoterapeuti esperti nelle problematiche dell’infanzia e dell’adolescenza. Offrono servizi sociosanitari le Aziende Sanitarie Locali come la Neuropsichiatria Infantile, il Servizio di Età Evolutiva, i Consultori Familiari.

BResponsible: Dopo un evento critico, perché è importante consultare uno specialista?

Dott.ssa Alvau: Uno stato di sofferenza psichica prolungato nel tempo, se non precocemente colto e interpretato, potrebbe svilupparsi in un disturbo con un aumento delle difficoltà. La tempestività dell’intervento rappresenta uno dei più importanti fattori di prevenzione delle conseguenze a breve, a medio e a lungo temine (come ad esempio il Disturbo post traumatico da stress). Rivolgersi ad uno specialista permette di monitorare lo stato di salute psicologica ed emotiva del bambino.

Staff BResponsible

BResponsible fornisce consulenza e formazione su autoprotezione, analisi rischi, piani di sicurezza e protocolli anti-criminalità e anti-terrorismo.

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