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Intervista a Pierluigi Antoniotti

Intervista a Pierluigi Antoniotti

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Il problema della sicurezza nei nostri centri abitati è diventato un’emergenza. Furti nelle case, auto saccheggiate e distrutte, rapine alle attività commerciali: una vera giungla. I cittadini, però, si stanno muovendo in una direzione precisa, quella che fa della collaborazione e della solidarietà la sua arma vincente. In questo senso stanno proliferando le comunità che aderiscono al progetto “Controllo del vicinato”, un’iniziativa che parte da una necessità impellente (vivere in sicurezza) e da un bisogno di trovare soluzioni efficaci che coinvolgano tutti i cittadini a più livelli.

Abbiamo incontrato grazie a Facebook una realtà solida e di grande ispirazione che fa capo alla cittadina di Rodano (provincia di Milano), dove il Controllo del Vicinato è diventato una sana abitudine. Siamo riusciti a intervistare Pierluigi Antoniotti, il coordinatore dell’associazione, che con estrema disponibilità ha risposto alle nostre domande e ci ha fatto conoscere più da vicino la loro attività.

BResponsible: Benvenuto Pierluigi, grazie per aver trovato il tempo per questa intervista innanzitutto. Senza perdere tempo le chiediamo: com’è nata e da dove ha origine questa realtà creata dai lei e i suoi concittadini?

Pierluigi Antoniotti: Grazie a voi per l’invito, credo sia sempre utile informare le persone su quello che è possibile fare per rendere il nostro quotidiano più sicuro e vivere un po’ più tranquilli. Io ho incontrato la realtà del Neighbourhood Watch in America, dov’è nato, poi negli anni l’ho visto crescere anche in Inghilterra e in diversi paesi europei. Rodano si è mossa in questo senso già dal 2011 e sono coinvolte tutt’ora circa 200 famiglie.

BResponsible: La vostra zona che tipo di problematiche di sicurezza deve affrontare?

Pierluigi Antoniotti: L’associazione è nata come deterrenza visiva nelle infrazioni domestiche, quindi l’origine della nostra necessità è legata ai furti in abitazione. Per contrastare quella che era diventata un flagello quotidiano, ci siamo organizzati per essere le prime sentinelle visive al servizio della nostra comunità. Mi preme specificare che noi non facciamo le ronde, ci limitiamo strettamente a presentare alle Forze dell’Ordine le nostre segnalazioni. Sono loro a intervenire, noi possiamo far presente le anomalie che registriamo nel nostro ambiente attuando delle semplici misure di attenzione quotidiana.

BResponsible: Siete attivi anche in altri ambiti, oltre quello che ci ha appena citato?

Pierluigi Antoniotti: Sì, con il tempo abbiamo registrato diverse altre problematiche, per esempio legate allo stalking. Siamo venuti a conoscenza di alcuni casi in cui nostre concittadine si erano ritrovate ad essere oggetto di stalking. In questi casi ci siamo mossi per garantire una sorta di tutela per chi è oggetto di vessazioni, creando degli specifici protocolli che vertono sulle chat in Whatsapp. In questi gruppi le donne entrano in contatto con esperti che possono supportarle con consigli pratici e con rassicurazioni sul fatto che non sono sole e che c’è una rete d’aiuti pronta a entrare in azione in ogni istante. Abbiamo anche organizzato corsi di difesa personale dedicati alle donne, che hanno avuto parecchio successo.
Oltre a questa attività, ci stiamo muovendo anche nell’ambito del fenomeno del bullismo, specialmente con opere di informazione e di formazione. Tutte attività in ambito strettamente territoriale.

BResponsible: Come ha reagito la cittadinanza? Si è attivata subito o c’è voluto del tempo per far prendere loro coraggio?

Pierluigi Antoniotti: Una cosa è certa: finché non subisci un furto (tanto per fare un esempio) pensi che il problema non ti riguardi. Quindi il nostro lavoro è centrato sulla presenza in loco con una costante apertura al contatto attraverso diversi canali, anche e soprattutto quelli social. I nostri concittadini possono fare le loro segnalazioni sulla nostra pagina Facebook Controllo del Vicinato Rodano e possono mantenersi informati e attivi anche nei nostri gruppi in Whatsapp. Cerchiamo di essere presenti organizzando con una certa costanza serate a tema, dove parliamo di sicurezza, di antifurti e di tutte quelle tematiche correlate alla protezione di noi stessi e delle nostre abitazioni.

BResponsible: Con un’organizzazione di questo tipo, immaginiamo che ci siano stati importanti cambiamenti a Rodano…

Pierluigi Antoniotti: In realtà è proprio così. Il cambiamento c’è stato, le persone hanno imparato a stare più attente, ad accorgersi di quelle anomalie che possono essere segnali di rischio e di minaccia. La situazione è certamente migliorata sotto tutti i punti di vista.

BResponsible: Con il tempo è diventata più complicata la gestione delle attività della vostra associazione?

Pierluigi Antoniotti: No, a dire il vero è tutto molto semplice. Non miriamo a far pesare sulle spalle dei nostri concittadini l’attività di controllo. Tutto quello che viene chiesto loro di fare è sostanzialmente di guardarsi attorno, di prestare attenzione. Le comunicazioni, come dicevo, avvengono attraverso whatsapp, distribuite tra 24 coordinatori e ognuno di loro ha una sua chat di riferimento. La comunicazione avviene in entrambi i sensi: dai coordinatori al gruppo (per informazioni mirate o segnalazioni) e da parte di ogni utente per le normali segnalazioni e per le allerte. Questo ci permette di avere far girare in tempo reale le informazioni in tutto il paese.

BResponsible: Com’è impostato il rapporto di collaborazione della vostra associazione con le Forze dell’Ordine?

Pierluigi Antoniotti: Dall’anno scorso, 2018, è stato firmato un protocollo con la prefettura di Milano e, scritto nero su bianco, si è data legittimazione alla nostra attività che è stata riconosciuta dalle Forze dell’Ordine al di là degli ottimi rapporti instaurati in questi anni. È una sorta di tutela sia per noi, perché sappiamo che le nostre segnalazioni saranno sempre ascoltate e ritenute credibili, sia per le Forze dell’Ordine che possono fidarsi di noi e del nostro operato. Svolgiamo unicamente attività visiva, non scendiamo in strada per fare un lavoro che, giustamente, non ci compete. È stato fondamentale per noi farci conoscere e far capire che non siamo degli esaltati che si vogliono fare giustizia da soli, siamo soltanto cittadini che si mettono a disposizione per aiutare a monitorare la situazione. In fin dei conti, l’auto di pattuglia non può sostare tutto il giorno in una zona o nell’altra, e chi meglio di chi ci abita può riconoscere ciò che non è normale nelle attività solite della città.

BResponsible: Bisognerebbe rendersi conto che davvero basta poco, non si tratta di vivere nella paura che possa succedere qualcosa, ma prestare più attenzione al nostro ambiente e alle nostre abitudini…

Pierluigi Antoniotti: A volte sono semplicemente comportamenti legati al buonsenso. La ragazza che si siede in treno in uno scompartimento vuoto, piuttosto che in un vagone affollato, si mette in pericolo. Spesso quando faccio i corsi dedicati alle donne affrontiamo proprio questo tipo di situazioni, dove si dà per scontato una sicurezza che in realtà non può essere mai scontata.
Quando ci si rende parte attiva, automaticamente, ci sentiamo più al sicuro, perché ci abbiamo pensato e ci stiamo muovendo in quella direzione. Per esempio, tagliare la siepe all’altezza giusta, tenere il giardino ben illuminato, osservare quando varchiamo il cancello della nostra proprietà se qualcuno è parcheggiato di fronte e magari ci sta tenendo d’occhio, sono parte dell’attività che non ci costa nulla ma che ci fa stare più tranquilli.

BResponsible: Quando smetti di sentirti vulnerabile e in balìa degli eventi, smetti di essere aggressivo nei confronti del resto del mondo…

Pierluigi Antoniotti: Esatto, l’aggressività nasconde la paura, è una reazione alla paura. Ho constatato che basta soffermarsi sui punti giusti e le persone non fanno fatica a farsi coinvolgere. Per fare un esempio: quando abbiamo scoperto che una nostra concittadina era alle prese con problemi seri di stalking, abbiamo aperto una chat per permetterle di comunicare in caso di bisogno con amici, famigliari, maestre dei figli e vicini di casa. Tutti hanno chiesto di essere coinvolti, con grande partecipazione. A volte basta veramente poco.

BResponsible: Come se dovessimo soltanto riscoprire la capacità di essere d’aiuto l’uno all’altro semplicemente con la presenza…

Pierluigi Antoniotti: Sì, spesso basta solo compiere l’atto di coraggio di bussare alla porta del vicino se senti delle grida. Aiutare, e farlo in sicurezza, è molto più facile di quel che si possa pensare.

BResponsible: La ringraziamo davvero di cuore, Pierluigi, per il tempo che ha voluto dedicarci e per averci raccontato la sua esperienza in prima persona. Crediamo che Rodano possa essere davvero di grande ispirazione per altre comunità che si trovano in situazioni critiche e non sanno come muoversi.

Pierluigi Antoniotti: Grazie a voi e complimenti al lavoro che state svolgendo per mantenere alta l’attenzione su un tema delicato come quello della sicurezza e della prevenzione. A presto!

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