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Intervista alla maestra Carla Tintori

Intervista alla maestra Carla Tintori

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Le notizie che riguardano la Sicurezza in ambito scolastico (a ogni livello) di questi tempi non ci fanno fare sonni tranquilli. Il mondo della scuola, non solo qui da noi ma ovunque, è un soggetto vulnerabile per diverse ragioni: dall’età degli allievi, e le complicanze naturali della crescita, alla situazione eterogenea del corpo insegnante che sta vivendo un periodo difficile, costellato da aggressioni ad opera di allievi e famiglie.

Una tensione che non fa bene a nessuno, soprattutto non fa bene agli studenti.

Noi di BResponsible sentivamo il bisogno di approfondire il discorso e ci siamo messi alla ricerca di un’insegnante disposta a parlarci a cuore aperto della sua esperienza e permetterci di capire meglio la situazione.

BResponsible: Grazie Maestra Tintori per aver accettato il nostro invito e benvenuta.

Maestra Tintori: Grazie a voi per l’invito, come sapete l’argomento mi sta particolarmente a cuore avendo vissuto e lavorato molti anni a contatto con i bambini e le rispettive famiglie. Gli avvenimenti di questi ultimi tempi mi toccano particolarmente…

BResponsible: Ce ne rendiamo conto, infatti la prima domanda che vogliamo farle riguarda proprio la sua esperienza come insegnante, com’è stata?

Maestra Tintori: È stata positiva fino a sette/otto anni fa, ma nell’ultimo ciclo ho assistito a un cambiamento piuttosto preoccupante, sia per quanto riguarda i bambini che per la disponibilità dei genitori nel costruire un dialogo propositivo con gli insegnanti. I rapporti con le famiglie, in particolare, si sono fatti davvero più complicati.

BResponsible: Lei ha insegnato italiano e una di quelle materie che ora sono state bistrattate dai programmi ministeriali, ovvero Arte… non è stato un cambiamento felice, vero?

Maestra Tintori: No, la scuola è cambiata purtroppo e per me le scelte politiche hanno la loro parte di responsabilità. La riduzione dell’orario da due a un’ora settimanale di questa materia creativa credo abbia aggravato la sensazione che la cultura sia soltanto un peso. C’è attualmente uno stato di appiattimento generale che non avrei mai immaginato potesse verificarsi soltanto qualche tempo fa…

BResponsible: Appiattimento non solo per i ragazzi ma probabilmente anche per voi insegnanti…

Maestra Tintori: Sì, anche per noi insegnanti. Hanno inserito attività e iniziative extra-scolastiche che, seppur interessanti e utili ai bambini, talvolta sono gestite maldestramente e vanno a togliere tempo prezioso alle lezioni. Per fare un esempio: avere soltanto sette ore di italiano a settimana in terza primaria è troppo poco, diventa impossibile seguire ogni singolo bambino in modo adeguato. Ero demoralizzata e demotivata perché non riuscivo a insegnare come volevo, come sapevo ci sarebbe stato bisogno di fare.

BResponsible: Maestra Tintori, lei è stata allieva di Bruno Munari, uno dei massimi protagonisti dell’arte, del design e della grafica del XX secolo, quanto è importante per la formazione dei giovani la materia che lei ha insegnato per tanti anni?

Maestra Tintori: L’Arte ti dona un’apertura mentale incredibile, io sono tecnico di laboratorio d‘arte e quindi, dal mio punto di vista, poter abbinare l’insegnamento dell’italiano a quello dell’arte era una opportunità preziosa di arricchimento da offrire ai miei studenti. Tra loro c’è chi è diventato un artista professionista che oggi vive di pittura, e chi proprio in questi giorni sta aprendo il suo studio. Ho seguito parecchi bambini dotati e alcuni di loro erano particolarmente creativi. Ad esempio, una mia ex-allieva diventata medico usa il sorriso come terapia e si disegna i costumi che indossa. Insomma, sono ragazzi che hanno saputo fare della creatività una modalità di vita, per me questo è molto importante.

BResponsible: Maestra Tintori, c’è stato negli anni un cambiamento anche da parte delle famiglie?

Maestra Tintori: Sì, purtroppo, molte famiglie oggi trascurano parecchio i propri figli. Li lasciano liberi di fare quello che vogliono, non sono capaci di dire di no, non sanno dare regole. Tantissimi genitori già in prima elementare dichiaravano: “Io non so cosa fare”. Senza contare l’uso in giovanissima età dei cellulari e dei tablet che fanno incamerare tantissime informazioni senza il tempo di approfondire nulla e alla fine il sapere che ne rimane è ben misero. I bambini necessitano di un metodo di studio e in classe cerchiamo di fare il possibile con il tempo ridotto, come già ho detto, e, se a casa non ci sono i genitori a supportarli nello studio, l’apprendimento diventa davvero difficoltoso e faticoso, specialmente per i bambini meno dotati.

BResponsible: Si è mai sentita “poco sicura” nello svolgere il suo mestiere all’interno della struttura scolastica? Magari atteggiamenti aggressivi da parte dei bambini…

Maestra Tintori: Sentivo molto il peso della responsabilità, negli ultimi anni avevo quasi trenta allievi per classe e tanti di questi con problemi.

BResponsible: L’insegnante ha un ruolo e una certa autorità eppure ci sono classi che risultano del tutto fuori controllo a livello disciplinare…

Maestra Tintori: Vedo molti più insegnanti esauriti ultimamente, persone che non ce la fanno più. Un’incidenza preoccupante. La questione insegnamento è diventata spesso una questione di controllo della disciplina. Ad esempio: se un bambino problematico aveva un momento di crisi che richiedeva un intervento, ero obbligata a lasciare la classe scoperta perché spesso non c’era personale ausiliario che potesse aiutarmi. Questo mi comportava uno stress psicologico spaventoso…

BResponsible: Ci sono mai stati casi di aggressione?

Maestra Tintori: Sì, noi insegnanti però non possiamo intervenire, non abbiamo mezzi di alcun tipo per contrastare eventi violenti se non cercare di instaurare un colloquio proficuo con i genitori.

BResponsible: Sì, ci sarebbe bisogno di protocolli chiari che aiutino il corpo insegnante a reagire in modo veloce, fermo e in totale sicurezza al fine di sedare gli animi. Le è mai successo di essere coinvolta in prima persona?

Maestra Tintori: Devo dire che a me non è mai successo in presa diretta, però c’è stato un caso in una classe che mi ha davvero colpita. In seguito ad un’aggressione ho spiegato a questi bambini di terza primaria che cos’è il bullismo e che è sempre da condannare, poi abbiamo chiamato i genitori per informarli dell’accaduto ma non hanno creduto a noi insegnanti.

BResponsible: La mancanza di regole non aiuta i bambini a crescere, forse li danneggia…

 

 

Maestra Tintori: Le regole sono indispensabili, sono stata un’insegnante piuttosto severa, però ho sempre cercato di essere giusta. Questo mi ha fatto guadagnare il loro rispetto. È importante porsi con un certo equilibrio nei loro confronti, non lasciarsi prendere dal nervosismo, essere coerenti, in questo modo non mettono in dubbio la tua autorità.

BResponsible: Diciamo che l’insegnante equilibrato, che riesce ad essere un punto di riferimento, è in molti casi una salvezza…

Maestra Tintori: Sì, è così. A tal proposito avere per ogni classe tre insegnanti, secondo me, è molto utile perché si favorisce il confronto fra adulti. Inoltre, se un bambino può relazionarsi con tre diversi insegnanti, è più facile che riesca a instaurare un buon rapporto con almeno uno dei tre. Tra l’altro passare dall’insegnante unico delle primarie ai molti insegnanti delle medie potrebbe per alcuni essere piuttosto traumatico.

BResponsible: La situazione dei bambini oggi è complicata, si ritrovano a vivere in famiglie meno solide di un tempo e sono subissati da impegni diversi che occupano tutto il loro tempo extra-scolastico. Spesso sono spinti a rendersi autonomi molto presto e ad autoregolarsi e poi faticano ad accettare le regole imposte – giustamente – a scuola. Com’è possibile che un insegnante possa gestire una classe intera dove le esperienze di ognuno si vanno a sommare scatenando dinamiche spesso imprevedibili?

Maestra Tintori: Ho sempre usato, anche con i bambini portatori di handicap con cui ho lavorato per vent’anni, i laboratori come una efficace valvola di sfogo. Ognuno dà quello che può e l’insegnante valuta il percorso e i progressi di ognuno, semplicemente.

BResponsible: Maestra Tintori, secondo lei, la scuola è ancora un posto sicuro oppure si è persa questa percezione?

Maestra Tintori: Ultimamente io l’avevo persa perché le classi spesso erano troppo numerose, con sempre più bambini con situazioni problematiche e difficili da gestire, inoltre il numero del personale ausiliario è notevolmente diminuito.

BResponsible: Secondo lei, il taglio dei fondi è l’unica causa di questa situazione?

Maestra Tintori: È capitato che dovessimo persino portarci la carta igienica e altro materiale da casa… inoltre adesso ci sono nuove leggi che vanno a peggiorare l’atmosfera che si respira: ad esempio non si possono più fare feste di compleanno, non puoi più portare neppure le caramelle, quindi viene meno anche il godersi la scuola come luogo di incontro e di scambio. Penso sia un problema della nostra scuola italiana: ricordo che anni fa venivano dall’estero a osservare come lavoravamo, ora invece per me è scaduta tanto in qualità e prestazioni.

BResponsible: La questione del gestire le famiglie con atteggiamenti aggressivi, come viene affrontata dal corpo insegnante?

Maestra Tintori: È una questione molto difficile perché se non sei supportato dal tuo superiore può causarti grossi problemi. Si è obbligati a fare un passo indietro e spesso si fa finta di niente. Non si dice niente al genitore per evitare che se la prenda con il bambino. Le reazioni sono sempre imprevedibili, non è facile, soprattutto in zone degradate dove la violenza è una regola di vita.

BResponsible: Non siete assolutamente tutelati, quindi lo stress a cui un insegnante è sottoposto è notevolmente aumentato sotto questo punto di vista?

Maestra Tintori: Lo stress è aumentato tantissimo per questa situazione di insicurezza. Tra l’altro adesso c’è molto lavoro burocratico a carico degli insegnanti quindi si è costretti a trascurare il lavoro frontale con i ragazzi.

BResponsible: Se tornasse indietro prenderebbe nuovamente la strada dell’insegnamento?

Maestra Tintori: In realtà avrei voluto fare l’insegnante d’arte alle medie o alle superiori, ma i miei genitori all’epoca mi hanno costretta a fare la maestra. Dopo le magistrali ho fatto una specializzazione per insegnare ai ragazzi con disabilità e mi è piaciuto molto, tanto che anche oggi che sono in pensione faccio volontariato in una struttura per ragazzi portatori di handicap.

BResponsible: Comunque le soddisfazioni le ha avute…

Maestra Tintori: Sì, tantissime. Io vivo nello stesso paese in cui ho insegnato quindi vedo crescere i miei alunni. Li incontro spesso e mi raccontano volentieri della loro vita e della loro nuova famiglia…

BResponsible: Lo sappiamo bene che se hai la fortuna di incontrare un insegnante che sa essere fonte di ispirazione, non te lo dimentichi più…

Maestra Tintori: Sì, io personalmente sono rimasta amica di tanti genitori dei miei ex-allievi. Un tempo iniziavamo il ciclo scolastico con una gita domenicale, tutti insieme, genitori, insegnanti e alunni. Si andava in una cascina e si piantavano degli alberi. Alla fine della quinta si ritornava sul luogo per vedere come quegli alberi che avevamo piantato erano cresciuti, era un momento davvero bello, pieno di significati.

BResponsible: Quindi si è davvero perso il senso del crescere insieme?

Maestra Tintori: Credo che sia proprio cambiato il carattere delle persone. La nostra ex-dirigente scolastica lo ripeteva sempre: se non ve la sentite, cambiate mestiere perché è un lavoro complesso anche se tanti ci prendevano in giro dicendo che non facciamo niente e a me questo feriva davvero tanto.

BResponsible: Maestra Tintori, ora lei è in pensione e può dedicarsi alla sua attività artistica, è felice della sua nuova vita?

Maestra Tintori: Sì, molto perché adesso posso fare quello che ho sempre desiderato. E mi accorgo che ricevo molta più considerazione da parte delle persone che incontro. Prima, come insegnante, venivo considerata quasi una nullafacente, come ha già detto, nonostante lavorassi il triplo rispetto a ora. Non è incredibile?

BResponsible: Sì, decisamente incredibile. Il lavoro di un’insegnante è oggi più che mai fondamentale per la nostra società. Bisognerebbe tutelare la vostra salute, mentale e fisica, affinché possiate dare ai bambini e ai ragazzi tutto il supporto di cui hanno bisogno per diventare dei cittadini all’altezza. Maestra Tintori, noi non possiamo far altro che ringraziarla per il tempo che ci ha dedicato e per aver voluto condividere con noi la sua esperienza d’insegnamento…

Maestra Tintori: Grazie a voi per avermi ascoltata, è stato un piacere.

Staff BResponsible

BResponsible fornisce consulenza e formazione su autoprotezione, analisi rischi, piani di sicurezza e protocolli anti-criminalità e anti-terrorismo.

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