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Intervista Dott.ssa Maria Maddalena Alvau (parte 1)

Intervista Dott.ssa Maria Maddalena Alvau (parte 1)

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Oggi abbiamo il grande piacere di presentarvi la Dott.ssa Maria Maddalena Alvau che non solo collabora con BResponsible attraverso gli articoli che potete leggere sul nostro blog, ma è anche progettista di percorsi formativi e docente presso il Centro per l’Educazione all’Autoprotezione (CEAS – a.p.s.) di Brescia ed è specializzata in Psicologia dell’Emergenza e Psicotraumatologia.

Considerato il grande interesse suscitato dagli articoli della Dottoressa Alvau, abbiamo pensato fosse il caso di offrirvi un’intervista (in due parti) dove poter affrontare in modo molto diretto le tematiche che toccano più da vicino la sfera psicologica-emotiva in compresenza di un evento traumatico di tipo criminale.

 

BResponsible: Dott.ssa Alvau, quali sono i consigli più utili che si sente di dare a chi si è trovato coinvolto in un evento traumatico di tipo criminale (sparatoria, attentato, rapina) ed è ora obbligato a sopportarne le conseguenze?

Dott.ssa Alvau: Sicuramente è importante non sottovalutare le circostanze in cui ci troviamo coinvolti perché le conseguenze a livello psicologico esistono e possono rivelarsi anche serie.
Difficilmente un fenomeno criminale può essere previsto, però, come promosso attraverso i corsi di BResponsible, possono esistere delle misure di autoprotezione (comportamenti acquisiti in precedenza) che potrebbero aiutarci ad affrontare un evento criminale e limitare le conseguenze negative.
Nel caso in cui un fenomeno criminale causasse in noi delle sofferenze faticosamente sopportabili, ci sono degli strumenti, delle strategie e dei professionisti che ci aiutano a superare l’evento.
Gli effetti psicologici ed emotivi che fenomeni criminali e criminosi lasciano sulle vittime devono essere trattati in modo adeguato mettendo in atto dei comportamenti che aiutano a scaricare lo stress negativo e a riconquistare la serenità perduta.
Se la persona sta vivendo un periodo personale già stressante – come può esserlo la perdita del lavoro oppure un lutto in famiglia – quell’evento diventa ancora più pesante da gestire e farsi aiutare da professionisti, con interventi di psicoterapia efficaci e all’avanguardia permette di trasformare l’eventuale evento traumatico in un’opportunità di crescita personale, fornisce una nuova chiave di lettura per affrontare la vita.

È importante rendersi conto che oltre a una salute fisica esiste anche una salute psicologica. Oggi lo si dice ancora troppo poco, ma bisogna prendere consapevolezza di questo.

Faccio un esempio: se si accusa una distorsione alla caviglia o un forte mal di schiena, giustamente si va dal medico o dall’ortopedico, ma se si sta vivendo un periodo di profonda sofferenza psicologica, dovuto magari ad un evento stressante, si fa ancora fatica a decidere di andare dallo psicoterapeuta.

BResponsible: Forse non lo fanno perché non risulta subito evidente, forse c’è bisogno di un po’ di tempo per capire quanto stai soffrendo?

Dott.ssa Alvau: Sì, ma ancora manca una sensibilizzazione rassicurante sulla tematica. Esiste un vero e proprio gap tra la salute fisica e la salute mentale. Faccio un esempio: per quanto concerne gli attentati terroristici l’Intelligence italiana è tra le migliori al mondo per prevenzione e sicurezza, però per quanto riguarda la parte psicologica (acquisizione di buone prassi su come comportarsi se ci si trovasse coinvolti in un attentato) non siamo preparati quanto l’Inghilterra che ha creato specifici protocolli di psicoeducazione; sostengo che quest’ultima vada promossa maggiormente.
Un’altra variabile molto importante da tenere in considerazione è quella culturale. Il cittadino medio racconta con serenità di aver effettuato una visita specialistica riguardante la salute fisica (visita ortopedica, cardiologica, altro), ma osservo che spesso ci si vergogna di dichiarare “sto andando dallo psicologo”. A questo si aggiunge il fatto che sono pochi gli psicologi e psicoterapeuti convenzionati e quindi per alcune persone risulta costoso rivolgersi a un professionista che opera nel privato.
La “famiglia del mulino bianco” non esiste, se si ha bisogno di aiuto non ci si deve sentire inadeguati o sbagliati per questo. È normale chiedere e cercare l’aiuto professionale di cui si ha bisogno e lo psicologo e lo psicoterapeuta sono professionisti della salute psicologica.

BResponsible: Dottoressa, ma come facciamo a capire che abbiamo bisogno di aiuto?

Dott.ssa Alvau: Se ci troviamo in uno stato di sofferenza psicologica, se la nostra sfera sociale-famigliare-lavorativa viene alterata e per evitare questa sofferenza cambiamo la nostra quotidianità è opportuno chiederci perché. Spesso sono proprio le persone che ci stanno vicino ad accorgersi che abbiamo un problema (per esempio disturbi del sonno o dell’alimentazione, aggressività e nervosismo che compromettono le nostre relazioni). Un altro sintomo è l’isolamento: la persona sofferente potrebbe evitare gli altri. Eppure stare insieme a chi ci vuole bene permette di condividere il nostro dolore, di scaricare e buttare fuori il malessere interiore, di ricevere conforto; tutto questo ci aiuta a reagire.

Non esiste una società perfetta, gli Esseri Umani sono vulnerabili ed è normale che sia così, ma siamo anche molto forti e pieni di risorse, possiamo affrontare e anche superare ogni problema si presenti sulla nostra strada. A volte ci riusciamo da soli, a volte abbiamo bisogno del supporto dei nostri affetti più cari, altre volte può essere necessario l’aiuto di un professionista serio e competente.

 

(fine prima parte)

Staff BResponsible

BResponsible fornisce consulenza e formazione su autoprotezione, analisi rischi, piani di sicurezza e protocolli anti-criminalità e anti-terrorismo.

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