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Intervista Speciale con Dana di #Viaggiodasolaperché

Intervista Speciale con Dana di #Viaggiodasolaperché

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L’intervista di oggi ci permette di presentarvi un progetto davvero molto interessante e, soprattutto, utile per chi ama viaggiare.
Abbiamo scoperto questo bel gruppo di donne viaggiatrici grazie a Facebook (https://www.facebook.com/viaggiodasolaperche/ ), le abbiamo seguite per un po’ anche sul loro sito (https://www.viaggiodasolaperche.com) e poi abbiamo pensato di incontrarle – almeno via telefono – per conoscerle meglio.
Eccoci qui, con l’intervista che Dana ci ha rilasciato qualche settimana fa, una bella chiacchierata che ci ha permesso di affrontare le tematiche che più ci stanno a cuore: la sicurezza e la capacità di vivere in modo responsabile per non perdersi il bello del viaggiare in libertà.

 

B-Responsible: Ciao Dana, benvenuta! Innanzitutto, grazie per aver risposto al nostro invito, è davvero un piacere conoscerti. Ci vuoi raccontare com’è nata l’avventura di #Viaggio da sola perché?
Dana: Ciao a tutti, grazie a voi per avermi invitata… il progetto è nato nell’agosto del 2015, un’idea che ho avuto assieme alla mia amica Elena perché entrambe avevamo concluso da poco un lungo viaggio in solitaria e ci siamo ritrovate a chiacchierare e a condividere le nostre esperienze. Un giorno leggendo tra tanti blog diversi, mi sono resa conto che chi possedeva un suo spazio virtuale aveva voce per raccontare le proprie esperienze di viaggio, ma tutti gli altri no e se vivi un paese piccolo hai sempre la sensazione di essere da sola. È difficile trovare persone a cui confidare i dubbi e le paure che accompagnano la decisione di intraprendere un viaggio da sola. Così un giorno ci siamo dette: apriamo un gruppo Facebook, costruiamo una rete!
E lo abbiamo fatto, l’abbiamo chiamato “Viaggio da sola perché”, perché volevamo sottolineare che ognuna di noi è mossa da un motivo importante per intraprendere un viaggio in solitaria e che questo motivo è sempre valido. In pochi giorni avevamo già più di cento iscritte.

B-Responsible: Un grande successo davvero! Che cosa è successo poi?
Dana: Dopo il gruppo abbiamo aperto il sito web e abbiamo raccolto le storie delle donne che volevano raccontarci dei loro viaggi, per far capire alle altre lettrici che non erano da sole oppure per dare una sferzata di coraggio a chi voleva intraprendere un’avventura in solitaria.
All’inizio eravamo solo io e Elena e poi tramite il gruppo abbiamo incontrato le altre collaboratrici del blog, ognuna con una storia diversa e sparse nel mondo in tre continenti diversi, con lavori diversi ma la stessa convinzione: una donna può viaggiare da sola senza aspettarsi per questo di essere molestata appena esce dal cancello di casa.

B-Responsible: Siete riuscite a costruire uno splendido dialogo con le vostre lettrici/scrittrici, come ci siete riuscite?
Dana: Il nostro obiettivo fin dall’inizio era quello di dare l’opportunità alle donne che volevano raccontarsi di farlo in un luogo sicuro, che per noi era il gruppo. Quindi lo abbiamo impostato in modo che fosse pulito, al sicuro dai pregiudizi e dai giudizi, da tutto quello che in realtà si può incontrare quando ci si espone raccontando la propria storia. Abbiamo fatto un buon lavoro in questo senso, non è stato facile gestire un gruppo così grande ma abbiamo da subito avuto degli ottimi riscontri. Molte ragazze ci scrivevano ringraziandoci perché si sentivano accolte e protette all’interno di questo nostro spazio. Il gruppo è cresciuto bene, è diventato un posto dove tante possono esprimersi anche in modo profondo raccontando con coraggio i sentimenti che le spingono a viaggiare e a sperimentare se stesse in giro per il mondo.

B-Responsible: Qual è la cosa più importante che è emersa da quando avete aperto il gruppo?
Dana: La cosa più importante è saper ascoltare anche le esperienze delle altre, per ricevere un consiglio emotivo o anche pratico. Ci siamo accorte che tante donne si considerano da sole quando non hanno un uomo al proprio fianco. Quando si iscrivono al gruppo affermano: “Mi sono iscritta perché sono da sola”, e si sentono deboli, vulnerabili.
Non è una cosa necessariamente negativa essere da sola, secondo me, la solitudine dalla prospettiva all’interno di un viaggio può essere una cosa molto positiva, un momento in cui puoi stare assieme a te stessa per conoscerti meglio. Ti rendi conto dei tuoi limiti e di quali sei disposta a superare e quali no. Uscendo dalla tua comfort zone ti rendi più forte.

 

foto ragazza campo fiori bianchi

B-Responsible: Come vi siete organizzate per la gestione del vostro sito e del vostro blog?
Dana: Sì, oltre al gruppo abbiamo il sito e il blog dove pubblichiamo le storie delle donne che hanno voglia di raccontare le loro esperienze. Ogni racconto si completa con la frase “Viaggio da sola perché… “, perché spiegare le proprie motivazioni diventa il modo certo per creare un contatto con chi ti sta leggendo. Poi, oltre alle testimonianze, ogni nostra collaboratrice scrive degli articoli: organizzativi (per esempio come preparare lo zaino per il cammino di Santiago) oppure su tematiche più emotive (per esempio come si sta i giorni prima della partenza), sono tutti rivolti alle donne eppure a volte qualche uomo fa la sua comparsa.

B-Responsible: Caspita! Un gran bel risultato per una realtà nata e pensata per sole donne…
Dana: In realtà, il 20% del nostro pubblico è maschile, e spesso anche loro ci scrivono. Generalmente riceviamo due tipologie di messaggi: una parte di loro si lamenta perché si sente escluso e discriminato e l’altra parte afferma di aver scoperto molti lati del carattere femminile di cui ignoravano l’esistenza e per questo ci ringraziano.
Sono molti gli argomenti di cui parliamo che riguardano entrambi, sia femmine che maschi (per esempio ho scritto un articolo sulla procedura per ottenere il visto per il Canada), quindi è naturale che i nostri consigli possono interessare qualunque viaggiatore transiti nel nostro blog.

B-Responsible: C’è un episodio particolare che ti ha colpito e che ci vuoi raccontare?
Dana: Sì, ci ha scritto un ragazzo che voleva un consiglio per trovare il coraggio di partire per un lungo viaggio perché aveva paura di staccarsi dalla famiglia. Solitamente è un sentimento che appartiene più al genere femminile (sono le donne le custodi del focolare, ci insegna la storia), ma leggere che anche un uomo possa provare questo timore ci ha sorpreso e ci ha colpito moltissimo. C’è voluto molto coraggio e sincerità per esporsi in questo modo, credo.

B-Responsible: Hai un consiglio da dare – in generale – a chi si mette in viaggio da sola/solo?
Dana: Di solito i consigli che do sono due:
1° A meno che non sia un luogo molto simile a dove vivi tu, informati bene sul tessuto sociale in cui ti immergerai durante il tuo viaggio. Non sottovalutare mai le differenze culturali, ti potresti mettere nei guai.
2° Che si tratti del tuo primo o dell’ennesimo viaggio in solitaria che affronti, decreta una persona a cui raccontare quello che stai provando prima di partire e mentre sei in viaggio. Penso che sia importante, non tutti ne hanno bisogno è vero, dipende dal carattere e dalla tempre dell’individuo, ma è una cosa che può aiutare.
Tanto per farvi un esempio, al mio arrivo in Canada mi sono svegliata in un hotel e ho sentito di aver fatto una grande stupidaggine, non so il perché ma mi sentivo davvero persa. Ho scritto nel gruppo come stavo e ho ricevuto in pochi minuti un sacco di messaggi di supporto e vicinanza, è stato bellissimo. E garantisco che questi momenti ci sono sempre e per tutti, chilometro più chilometro meno.

B-Responsible: C’è un paese particolarmente sicuro in cui ti sei mossa senza avere problemi e uno invece in cui ti sei sentita in pericolo?
Dana: Il luogo in cui mi sono sentita più al sicuro è Toronto, perché è una città molto viva e funziona a pieno ritmo per tutta la notte, senza problemi.
Il posto in cui mi sono sentita meno sicura e in ansia è stata una zona isolata di Lisbona, non avevo una cartina sotto mano e non sapevo dove mi trovavo. Ho cercato immediatamente una strada affollata in cui immergermi e per fortuna non era troppo lontana. Sempre a Lisbona, mi sono persa in una zona in disuso della metro e un signore con l’aspetto di un clochard mi ha seguita per chiedermi qualcosa. Anche in quel caso mi sono spostata subito cercando immediatamente di tornare verso i binari, dove molte persone aspettavano il treno. Ogni volta che sono tornata all’interno della metro ho fatto molta più attenzione a leggere i segnali e, se ero in dubbio, chiedevo informazioni agli agenti incaricati ai lati dei tornelli di ingresso e uscita.

B-Responsible: E questo è per certo il comportamento b-responsible che preferiamo: prestare attenzione e fare uso di tecniche di problem solving che ci permettono di muoverci in sicurezza. Che dire, un po’ ti invidiamo per i luoghi che hai visitato e per il tuo coraggio nell’affrontare sempre nuove sfide, Dana. Ti ringraziamo di aver voluto condividere con noi la tua storia e siamo davvero contenti di averti potuta conoscere.
Dana: Grazie a voi, è stato davvero un piacere.

Noi continueremo a seguirvi con attenzione perché siete davvero in piena sintonia con la visione B-Responsible e state dando un esempio splendido di quanto muoversi con consapevolezza sia fondamentale per prendersi cura di sé, ovunque.
Vi auguriamo sempre nuovi meravigliosi viaggi in piena sicurezza, a presto ragazze!

Staff BResponsible

BResponsible fornisce consulenza e formazione su autoprotezione, analisi rischi, piani di sicurezza e protocolli anti-criminalità e anti-terrorismo.

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