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La pericolosità della folla

La pericolosità della folla

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Pochi giorni fa sono stati commemorati il trentesimo anniversario della strage dell’Heysel e il primo della tragedia di Piazza San Carlo a Torino.

La strage dell’Heysel avvenne il 29 maggio 1985 a Bruxelles, un’ora prima dell’inizio della finale di Coppa dei Campioni giocata tra le squadre di calcio della Juventus e del Liverpool, in cui morirono 39 persone, di cui 32 italiane, e ne rimasero ferite più di 600.
La tragedia iniziò con gli hooligan inglesi che sfondarono le reti divisorie che li separavano da semplici spettatori, credendo di andare a scontrarsi con la tifoseria organizzata bianconera, che in realtà si trovava in un altro settore. Si venne così a creare una grande ressa che iniziò ad ammassarsi contro le pareti di cemento dalla parte opposta al settore della curva occupato dai sostenitori del Liverpool. Per il troppo peso una parete crollò: moltissime persone furono schiacciate, altre calpestate dalla folla presa dal panico e uccise.

In occasione della finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid che si disputava a Cardiff, il 3 giugno dello scorso anno in Piazza San Carlo a Torino fu installato un maxischermo così da consentire ai tifosi di seguire la diretta. Improvvisamente, temendo un attacco terroristico, la folla fu assalita dal panico e ci fu un fuggi fuggi generale. Molte persone caddero e rimasero ferite dai cocci delle bottiglie di vetro che ricoprivano la piazza, altre furono calpestate. Ci furono più di 1.500 feriti e una donna morì dopo alcuni giorni di agonia per traumi da schiacciamento. Le successive indagini appurarono che il panico si scatenò a causa di un gruppetto di rapinatori che utilizzarono uno spray urticante per aprirsi la strada dopo aver rapinato oggetti di valore tra il pubblico.

Uno dei sei obiettivi dei terroristi che commisero gli attentati di Parigi del 13 novembre 2015 era lo stadio di calcio dove ottantamila spettatori assistevano alla partita amichevole Francia-Germania. Il piano prevedeva che uno di loro riuscisse a entrare munito di biglietto e con indosso un ordigno esplosivo e che poi si facesse detonare tra il pubblico. Bravi furono gli addetti al controllo che si accorsero del terrorista prima che questi varcasse l’ingresso e che questi, vistosi scoperto, decise di farsi esplodere mentre si stava dando alla fuga, causando così la morte di una “sola” persona.
Se il piano dei terroristi fosse riuscito, all’interno dello stadio ci sarebbero state certamente numerose vittime dovute all’esplosione dell’ordigno, ma molte di più le avrebbero causate la folla in preda al panico, la quale si sarebbe mossa rapidamente, calpestando e schiacciando le persone in cerca di salvezza.

I tre episodi fanno riferimento a eventi sportivi legati al calcio, ma una moltitudine di persone che formano una folla si possono trovare anche in un mercato, un concerto, un corteo di manifestanti e così via. Ultimamente si è assistito a folle tranquille che, improvvisamente e in preda al panico, anche per falsi allarmi, sono diventate pericolose e hanno provocato molti feriti.
La folla è sempre pericolosa, ha un comportamento imprevedibile e irrazionale e può diventare all’improvviso minacciosa o violenta.

 

Nel caso si dovesse creare il panico e le persone iniziassero a scappare e accalcarsi, la prima regola è di non cadere in terra per non correre il rischio di essere calpestati con gravi conseguenze per la nostra incolumità. Si deve stare lontani da muri, pareti, o grossi ostacoli fissi, in modo da non rimanere schiacciati, e da vetrine o vetrate che potrebbero diventare pericolose se si dovessero infrangere. Si deve poi cercare rifugio dentro il portone di un edificio. Tuttavia, se la via di fuga o un rifugio fossero preclusi o ci si trovasse in mezzo a una folla divenuta oramai del tutto fuori controllo, ci si deve aggrappare a un palo, a un albero, a qualcosa che comunque sia fisso, facendo tutto il possibile per rimanere sempre in piedi così da non correre il rischio di cadere a terra. Se nonostante le nostre precauzioni si cadesse a terra e non fosse possibile rialzarsi velocemente, ci si deve raggomitolare piegando gambe e schiena tipo palla (in posizione fetale), volgere il volto verso un muro, o comunque qualcosa che lo protegga, e incrociare le dita delle mani intorno alla nuca così da salvaguardarla. Tale posizione consente di proteggere gli organi più vulnerabili del corpo umano.

 

Nel caso di una folla facinorosa, come capita in molte città a seguito di disordini pubblici, la prevenzione da attuarsi e la gestione degli eventi è differente e ne parlerò in modo più approfondito in un prossimo articolo.

Mario Carotenuto

Mario Carotenuto è il tenutario del sapere di BResponsible ed è lui che si occupa della formazione dei nostri formatori. È esperto di Geopolitica, Intelligence e Sicurezza in aree di crisi e di conflitto, è consulente specializzato nella Gestione degli Interventi nelle Crisi Internazionali, con specifiche competenze sulla gestione della sicurezza e la natura, le strategie e gli scenari del terrorismo internazionale. È docente di Diritto Internazionale Umanitario e Misure di Autoprotezione in aree a rischio sociale, criminalità e terrorismo. Ha diretto Unità di Polizia in Italia e Cellule Militari all’Estero.

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