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La sicurezza nei concerti: cosa ci dice la cronaca

La sicurezza nei concerti: cosa ci dice la cronaca

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La notte tra venerdì 7 e sabato 8 dicembre, come credo ormai tutti sappiano, cinque adolescenti e una mamma hanno perso la vita schiacciati da una folla in preda al panico in una discoteca di Corinaldo, in provincia di Ancona, in cui doveva esibirsi un trapper molto noto tra gli adolescenti. I feriti sono stati sessanta, sette in gravi condizioni. Stando alle prime indagini la ressa è scoppiata dopo che qualcuno ha spruzzato uno spray urticante (sul posto è stata trovata una bomboletta spray al peperoncino) all’interno del locale, dove vi era un numero di spettatori superiori alla capienza massima consentita.
Il 14 novembre avevo scritto sul corretto utilizzo dello spray antiaggressione, consentito solo per sottrarsi a una minaccia o un’aggressione che mette in pericolo l’incolumità, e delle responsabilità penali per gli abusi. Il giugno precedente, in occasione del trentesimo anniversario della strage dell’Heysel (29 maggio 1985) e il primo della tragedia di Piazza San Carlo a Torino (3 giugno 2017), ne avevo scritto uno sulla pericolosità della folla, indicando che il pericolo poteva sorgere anche ai concerti di musica, dove improvvisamente e in preda al panico, anche per falsi allarmi, un affollamento può diventare pericoloso.
Nell’ultimo anno, infatti, sono almeno sette gli episodi di uso indiscriminato di una bomboletta con sostanza urticante in occasione di un evento live indoor in cui si sono esibiti dei trapper o hip-hopper. Nella maggior parte dei casi ci sono stati panico e feriti.
Tali episodi, compreso il più grave avvenuto a Corinaldo, meritano una riflessione: i giovani che vanno ad assistere a quei concerti sono a rischio elevato. Luoghi chiusi e sovraffollati, giovane età degli avventori, utilizzo irresponsabile se non criminale di spray urticanti che creano il panico tra gli spettatori, addetti alla sicurezza impreparati per gestire situazioni critiche come quelle descritte sono un mix che rendono quei concerti a rischio. Ciò impone un’assunzione di responsabilità delle famiglie, degli esercenti dei locali di pubblico spettacolo, degli addetti alla sicurezza, dei venditori di spray antiaggressione, della pubblica sicurezza.
I genitori devono essere consapevoli sui luoghi frequentati dai figli, luoghi che possono essere rischiosi. Dovrebbero quindi informarsi su dove avvengono i concerti e chi sono gli artisti (i temi tipici della musica trap enfatizzano la criminalità, la violenza, lo spaccio di sostanze stupefacenti, testi non proprio idonei a giovani adolescenti). Molti, inoltre, infilano negli zaini dei propri figli le bombolette antiaggressione senza accertarsi che questi le sappiano maneggiare e utilizzare.
Gli esercenti non dovrebbero pensare solo al business del momento, ma soprattutto alla sicurezza dei clienti. Senza contare che è sufficiente un dramma come quello di Corinaldo per mandare in fumo tutti i guadagni, compresi quelli futuri.
Le agenzie che offrono servizi d’ordine per spettacoli ed eventi dovrebbero formare adeguatamente il proprio personale nel gestire una folla in preda al panico. Quanti addetti, ad esempio, prima di iniziare il servizio si accertano e conoscono il piano di evacuazione che ogni discoteca deve avere?
Gli spray antiaggressione si possono acquistare sul web, in farmacia, dal ferramenta, in armeria, ecc. e possono essere venduti solamente a persone di età non inferiore ai sedici anni. Spesso, però, la cronaca ci dice che sono facilmente disponibili anche ai tredicenni o quattordicenni.
Poiché è ormai probabile che determinati eventi sono a rischio elevato per la sicurezza, le autorità pubbliche, in particolari sindaci e forze di polizia, dovrebbero vigilare sul rispetto delle normative specifiche e attuare servizi preventivi.
Non è mia intenzione criminalizzare la musica trap o hip-hop, gli artisti o i fan, ma la cronaca ci dice che quei concerti in determinate circostanze possono essere rischiosi per l’incolumità pubblica.
Così come ritengo che non debba essere limitata o addirittura vietata la vendita dello spray antiaggressione, che molte volte è stato determinante per salvare le vittime di violenza. Per tale motivo a ogni suo uso irresponsabile, o illecito, deve corrispondere “tolleranza zero”, anche nei confronti dei minorenni.

Mario Carotenuto

Mario Carotenuto è il tenutario del sapere di BResponsible ed è lui che si occupa della formazione dei nostri formatori. È esperto di Geopolitica, Intelligence e Sicurezza in aree di crisi e di conflitto, è consulente specializzato nella Gestione degli Interventi nelle Crisi Internazionali, con specifiche competenze sulla gestione della sicurezza e la natura, le strategie e gli scenari del terrorismo internazionale. È docente di Diritto Internazionale Umanitario e Misure di Autoprotezione in aree a rischio sociale, criminalità e terrorismo. Ha diretto Unità di Polizia in Italia e Cellule Militari all’Estero.

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